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14 Maggio 2021

Rispetto dell’Ambiente e tutela del Paesaggio

Riflettori accesi sul paesaggio agrario e la tutela della natura

con la relazione di Giuseppe Mangone

           

L’azienda agricola nel paesaggio agrario al centro di un nuovo incontro, il decimo dall’avvio del progetto “Agricoltura: Laboratorio di Arte, Cultura, Ambiente e Benessere”, promosso da “Agricoltura è”, associazione dell’ANPA - LiberiAgricoltori Calabria e cofinanziato dal FEARS - PSR Calabria - Misura 01.02.01

L’incontro ha puntato i riflettori sull’ambiente circostante, sul rispetto e sulla tutela dello stesso quale strumento principale che l’uomo utilizza a fini produttivi e, nello stesso tempo, l’agricoltura  componente essenziale dell’ambiente e del paesaggio. L’ambiente diviene così il luogo in cui svolgere l’attività agricola ed il paesaggio ne rappresenta una autentica risorsa, un valore ed un bene inestimabile per la collettività, da preservare e salvaguardare.

Introdotto dalla presidIMG 0589ente di “Agricoltura è”, Rosa Critelli, relatore dell’appuntamento è stato il Presidente dell’ANPA - LiberiAgricoltori Calabria, Giuseppe Mangone, che ai numerosi convenuti, ha offerto in modo chiaro e conciso, una visione a trecentosessanta gradi dell’argomento.

Alla base dell’intervento una deduzione indirizzata verso un’ampia riflessione. «I processi che hanno interessato lo sviluppo dell’agricoltura fino ad ora e quelli che, inevitabilmente, la interesseranno in futuro, hanno avuto ed avranno conseguenze positive e negative sul paesaggio». Mangone ha quindi ripercorso il processo evolutivo dell’agricoltura e delle tecniche agricole, come questa si sia rinnovata ed innovata nell’approccio con la coltivazione e l’allevamento. Aspetti positivi e di crescita, contrapposti poi a quelli che invece hanno inciso negativamente sul settore di riferimento. «Molte delle scelte compiute in altri settori e in altri campi, hanno condizionato negativamente l’agricoltura prima ancora dell’ambiente - ha spiegato Mangone - Per esempio la crescita dei centri abitati, l’urbanizzazione delle campagne, con lo sviluppo di strade, fabbriche, capannoni, elettrodotti, discariche o centrali, scelte che vanno tutte a discapito dell’agricoltura e quasi sempre di quella migliore».

Necessario, dunque per Mangone, che «le varie componenti economiche e sociali cooperino in modo armonizzato per ottenere un duplice obiettivo: quello di consentire l’attività e la vita dell’uomo salvaguardando i valori ambientali e paesaggistici e quello di stimolare nelle popolazioni lo sviluppo di una coscienza di rispetto dell’ambiente e la condivisione degli obiettivi di tutela ambientale».

L’attenzione si è quindi posata su uno dei documenti cardine della tutela ambientale, la “Convenzione Europea del Paesaggio” dell’ottobre del 2000, preambolo di un nuovo processo di gestione del paesaggio quale componente fondamentale del patrimonio culturale e naturale del vecchio continente. Il relatore si è soffermato sulle componenti del documento in questione, definendone i contenuti e le importanti conseguenze che questo ha generato. «Si devono privilegiare quelle scelte progettuali che consentono il minimo impatto ambientale - ha quindi spronato Mangone - incentivando tecniche e metodologie che consentono costruzione, trasformazione e utilizzo del territorio basati sul rispetto dell’ambiente».

Dalla tutela e dal rispetto dell’ambente alle richieste per gli agricoltori, chiamati verso una sempre maggiore professionalità e capacità di produrre beni alimentari nel pieno rispetto delle norme, così da garantire prodotti di qualità, genuini, sicuri e certificati. «In Calabria abbiamo ancora un grande problema che potrà essere risolto solo con una adeguata e prossima programmazione - ha ravvisato Mangone - abbiamo una quantità enorme di ettari condotti con il metodo dell’agricoltura biologica, una quantità che non è però proporzionale a quella dei prodotti biologici certificati».

Importante, allora, per il Presidente dell’ANPA - LiberiAgricoltori Calabria, che gli enti e le istituzioni, in cooperazione con gli stessi agricoltori, salvaguardano con leggi e norme il danneggiamento dell’agricoltura in tutte le sue fattispecie. Un impegno collettivo indirizzato al raggiungimento di un obbiettivo comune, da perseguire e raggiungere investendo tutte le risorse messe a disposizione. «In Calabria non abbiamo un problema di quantità di risorse ma di qualità della spesa» ha evidenziato Mangone.

Il dibattito si è quindi aperto con l’intervento della presidente Critelli che, avvalorando le tesi di Mangone, ha evidenziato l’importanza della consapevolezza sin dalla giovane età, ritenendo rilevante trattare tali argomentazioni nelle aule scolastiche, per imprimere nei ragazzi e di conseguenza nelle loro famiglie, il rispetto e la tutela dell’ambiente, del paesaggio, della natura. Un insegnamento che dovrebbe divenire centrale all’interno di discipline come l’educazione civica, oggi fin troppo sottovalutata.

Nell’ambito dell’istruzione, il La viene dato nuovamente a Mangone che, avviando alla conclusione l’incontro, ha posto sotto la lente d’ingrandimento l’organizzazione di gite e viaggi d’istruzione. «Si cerca sempre di raggiungere altre Regioni, quando i nostri ragazzi ancora non conoscono le straordinarie ricchezze della Calabria» ha affermato Mangone, con la viva speranza che l’apparato scolastico possa incentivare l’attenzione sul territorio, permettendo alle nuove generazioni di innamorarsi dello stesso e magari, in futuro, proseguire gli studi non troppo distanti dalle proprie radici, arrestando il progressivo impoverimento di questa terra.

Quando si organizzano le gite scolastiche bisogna principalmente far conoscere il proprio territorio ai ragazzi e alle loro famiglie, poi spostarsi nelle altre regioni. Se non si fa così si rischia non far innamorare i giovani del proprio territorio e quando dovranno scegliere dove proseguire gli studi sceglieranno altrove, impoverendo ogni comparto della nostra regione.

 

11 Maggio 2021

L'Agricoltura Multifunzionale

nella nuova programmazione della Politica Agricola Comune

La PAC 2021/2027  sarà caratterizzata da una serie di miure tese a conseguire una più accentuata sostenibilità per ridurre gli effetti delle coltivazioni e degli allevamenti sull'ambiente. In tale contesto le attività multifunzionali avranno uno spazio importante e saranno destinatarie di una serie di misure con l'obiettivo di rafforzarle e valorizzarle.  

Su questo sarà incentrata la relazione del Prof. Angelo Frascarelli, Docente di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali all'Università di Perugia, nell'incontro previsto nell'ambito del progetto "Agricoltura: Laboratorio di Arte, Cultura, Ambiente e Benessere", cofinanziato dal FEARS - PSR Calabria - Misura 01.02.01.

Multifunzionalit e nuova PAC

 

8 Maggio 2021

L'Azienda Agricola nel Paesaggio Agrario

  

L’ambiente è il luogo dove si svolge l’attività agricola, quindi, lo strumento principale che l’uomo utilizza a fini produttivi e, nello stesso tempo, l’agricoltura è componente essenziale dell’ambiente e del paesaggio. Il paesaggio agrario e rurale di oggi è il frutto di quanto in tanti anni è avvenuto, principalmente, in agricoltura e le relative correlazioni con l’ambiente ed il territorio.

Non c’è dubbio che i processi che hanno interessato lo sviluppo dell’agricoltura fino ad ora e quelli che, inevitabilmente, la interesseranno in futuro, hanno avuto ed avranno conseguenze positive e negative sul paesaggio.

"Il paesaggio come Risorsa, Valore e Bene per la collettività", questo è l'argomento dell'incontro previsto nell'ambito del progetto "Agricoltura: Laboratorio di Arte, Cultura, Ambiente e Benessere", cofinanziato dal FEARS - PSR Calabria - Misura 01.02.01.

LAzienda Agricola nel Paesaggio Agrario

 

6 Maggio 2021

 

Agricoltura multifunzionale

contro lo spopolamento delle aree interne

Nuovi stili di vita e approcci innovativi nell’incontro con l’esperto Alfonso Pascale

        

Dopo una breve pausa riorganizzativa sulla tabella di marcia, imposta dalle persistenti normative pandemiche, riparte il ciclo di incontri promosso da Agricoltura è”, associazione dell’ANPA - LiberiAgricoltori Calabria, nell’ambito del progetto Agricoltura: Laboratorio di Arte, Cultura, Ambiente e Benessere”, cofinanziato dal FEARS - PSR Calabria - Misura 01.02.01AREE

Non si abbandona la tematica che ha accompagnato gli otto incontri precedenti e l’agricoltura multifunzionale ora si trova protagonista quale elemento di sviluppo delle aree interne, le stesse che da tempo si ritrovano a fare i conti con un repentino spopolamento che indebolisce notevolmente i territori interessati, lacerando gravemente il tessuto sia sociale che produttivo ed accentuando le ineguaglianze tra città e campagna, tra agricoltura e industria, tra zone costiere e zone interne, tra pianura e montagna. Di tali effetti, devastanti per ogni settore, si è discusso nel primo incontro che ha visto ospite illustre, l’esperto Alfonso Pascale, formatore di ruralità contemporanea ed economie civili, ma anche apprezzato autore di innumerevoli pubblicazioni, docente universitario e con un importante passato da stimato sindacalista.

A moderare l’incontro, il Presidente dell’ANPA - LiberiAgricoltori Calabria, Giuseppe Mangone, entusiasta nel riprendere il dialogo diretto con i numerosi imprenditori del settore agricolo che non hanno fatto mancare la presenza nel consueto appuntamento in streaming.Mangone

A precedere il relatore, una accurata introduzione della Presidente di “Agricoltura è” Calabria, Rosa Critelli, la quale, attraverso immagini specifiche, ha mostrato ai convenuti, il patrimonio naturalistico e paesaggistico che, senza una accurata valorizzazione e salvaguardia, rischia di raggiungere un degrado tale da rappresentare un punto di non ritorno. Piccole comunità montanare e collinari, circondate da spazi di sconfinata bellezza e purezza naturalistica, ma soggettate ad un continuo spopolamento che, inevitabilmente, porta alla conseguente diminuzione dei servizi essenziali e primari e chi ancora resiste nelle ultime abitazioni, si ritrova comunque costretto ad evadere da un contesto abbandonato a sè stesso. L’attenzione di Critelli è dunque andata a quelle piccole-medie aziende agrituristiche a conduzione principalmente familiare, il cui operato contribuisce alla salvaguardia del territorio. Qui, indispensabile resta la multifunzionalità e quella produzione agricola senza la quale, tali aziende, non avrebbero ragione di esistere.

Una lunPascalega relazione, ricca di spunti di riflessione ed excursus storici, ha dunque accompagnato l’intervento del formatore Alfonso Pascale che, in modo chiaro, ha messo in risalto la modifica nell’impostazione della nuova politica agricola comune, un nuovo modello dove non si guardi solo alla quantità della spesa perseguita ma al raggiungimento di obiettivi primari, gli stessi che andrebbero messi al centro del dibattito europeo, con particolare attenzione alle modalità che consentano di abbandonare questa crisi pandemica e puntare ad una sostenibilità diffusa.

«Dobbiamo essere in grado di cogliere le differenze relative al continuo modificarsi degli stili di vita - ha detto Pascale - favorendo gli elementi per introdurre nuove modalità di approccio a condizioni di vita differenti». L’evoluzione del territorio, a partire dagli anni 70, ha quindi permesso al relatore di illustrare quel continuum rurale-urbano a cui tali aree vanno incontro oramai da tempo.

In un contesto fortemente segnato dagli avvenimenti pandemici, non è passato inosservato quel complesso meccanismo di ripresa a cui bisogna far fronte per arginare l’atteggiamento di incertezza e paura che dilaga tanto nelle città quanto nelle campagne. «Le istruzioni si stanno mobilitando, ma lo Stato non basta - ha evidenziato Pascale - molto dipende da noi singoli, le istruzioni possono agire per cambiare il contesto, ma il cambiamento essenziale lo possiamo fare solo noi». L’invito del relatore, dunque, ad una promozione autentica verso un rapido adattamento alla situazione oramai consolidata, educando in modo diverso ma non senza attingere ad una memoria storica che possa favorire una riflessione antropologica sulle evoluzioni passate. «La nuova ruralità - ha difatti aggiunto Pascale - evoca il senso più antico e profondo dell’agricoltura, la sua funzione primordiale».

Dai metodi estensivi e dalla resilienza, si è quindi passati alla trasformazione della ruralità come intreccio di consapevolezze interpersonali e comunitarie, l’importanza dei rapporti sociali e nello stesso tempo, la consapevolezza tecnico-scientifica collegata alle conoscenze dei cambiamenti climatici, definizione del concetto di sostenibilità.

Prima di aprire al dibattito con gli imprenditori presenti, Mangone ha espresso apprezzamento per l’intervento dell’ospite, evidenziandone le peculiarità che, il Presidente dell’Anpa- Liberi Agricoltori Calabria, ha affermato di aver vissuto direttamente. In merito alla nascita di un nuovo ed unico programma nazionale per l’omogeneità delle modalità di spesa, dal rischio che alcune regioni possano rallentare il piano in questione, Mangone ha percepito, tuttalpiù, una sfida per quelle realtà che hanno dimostrato maggiore capacità nelle programmazioni passate.

Intrattenendosi con i quesiti degli imprenditori e prendendo nuovamente la parola, Pascale si è dunque avviato verso la conclusione dell’incontro delineando pareri e aneddoti sulla politica di sviluppo territoriale, sulle competenze dell’UE e quelle nazionali, ribadendo come le incongruenze sul piano del funzionamento generale dell’Europa debbano essere messe al centro dell’attenzione pubblica per cominciare ad ottenere risultati concreti.

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