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L’azienda fa anche attività di promozione turistica, non solo accogliendo i turisti presso la propria tenuta, ma consigliando agli stessi, quali siano i posti più belli e suggestivi del territorio. Su questa linea e riprendendo alcune relazioni trattate negli scorsi appuntamenti, Frisina ha altresì discusso sull’importanza dei siti internet per la promozione delle aziende, ravvisando come i turisti, oggi al contrario di ieri, preferiscano maggiormente l’approccio con il sito ufficiale dell’azienda rispetto al Booking.

In ultimo, le telecamere del progetto sono giunte all’interno del laboratorio artigianale per poi concludere la visita nelle aree di conservazione, confezionamento ed etichettatura dei prodotti.

La clip successa ha raggiunto l’agriturismo “San Leo” di Bova, dove ad illustrare le caratteristiche dell’azienda è stato Leo Autelitano. L’azienda sorge sull’Aspromonte, una terra che si presta in modo considerevole all’allevamento ed infatti, in questa realtà del reggino, si pratica l’allevamento delle capre. La scommessa di questa azienda frutticola, ha spiegato Autelitano, è quella di riprendere la tradizione della lavorazione del latte di capra puntando a valorizzarlo. Un centinaio le capre di cui dispone l’azienda e con il cui latte ricava il noto caprino di Aspromonte, realizzato sulla base di un apposito disciplinare.San Leo

Le telecamere si sono quindi spostate presso un raro impianto di nashi, frutto nato dall’incrocio tra il melo e il pero, un ibrido proveniente dal Giappone, Paese in cui si ha un’affermata e secolare produzione di questo frutto ma che, in Italia, risulta essere ancora poco sviluppato.

Dall’impianto di nashi si passa ad un giovane meleto di 5 mila metri quadri, in cui vengono impiantate molteplici varietà di mele. Autelitano ha descritto le condizioni climatiche ottimali per la coltivazione e di come queste possano incidere notevolmente sulla produzione e sulla qualità dei frutti.

Dalla coltivazione all’allevamento delle capre, con le immagini degli animali e la descrizione di come queste vengano curate.

Importante, anzi si può dire centrale, in ultimo, la degustazione dei prodotti a chilometro zero, con la proposta di un ricco menu della tradizione contadina. «Siamo profondamente convinti che l’agricoltura si debba aggregare con la zootecnia e viceversa.

Successivamente alla visione dei filmati, si è quindi passati alla discussione con i titolari Teresa Teodora Di Certo e Lucia Cristina Pistocchi, a disposizione per chiarire eventuali interrogativi dei presenti.

Ha quindi preso la parola il presidente dell’ANPA - LiberiAgricoltori Calabria, Giuseppe Mangone, argomentando sulla profonda crisi che il settore continua ad affrontare e di come, tali confronti tra le aziende, possano rappresentare una forma di sprone a non gettare la spugna. Mangone ha guardato con ammirazione allo sforzo per la diversificazione delle due aziende, auspicando che le istituzioni preposte possano mettere in campo politiche corrette indirizzate ad una maggiore pubblicità e conoscenza delle aziende, ma soprattutto puntino a migliorare i servizi e le infrastrutture pubbliche.

Le conclusioni sono state quindi della presidente Critelli che ha evidenziato come «i punti di forza delle aziende non possono essere codificati, ciò che fa la differenza sono le persone che gestiscono queste realtà territoriali», rimarcando la lodevole forza di volontà che spinge questi imprenditori a farsi spazio anche in un periodo non proprio roseo per il settore

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